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Scritto da Marco Rivoli il . Pubblicato in Approfondimenti, In evidenza. Lascia un commento

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I nerd negli anni 80 e 90 erano occhialuti e imbrufolati; oggi hanno il micro in mano e, nel pieno ideale J-axiano, hanno fregato la ragazza al bullo della scuola.

Da pochi giorni è terminato l’evento “Lucca Comics and Games 2017” che ha visto la partecipazione di Ghali come testimonial della Ubisoft per “Assassin’s Creed Origins”, il nuovo videogioco dell’omonima saga. L’anno scorso, a Lucca, furono invitati Nitro (con i Macheteros) e J-Ax. Jake La Furia, Guè Pequeno, Ensi, Nerone e Fred De Palma hanno partecipato alla “Games Week 2017”. Cosa sta succedendo?

Le industrie del rap, dei videogiochi, dei fumetti e dei cartoni animati fanno parte dell’entertainment system, un business che, da parecchi anni, ha un fatturato pauroso a livello mondiale, coinvolgendo addirittura cinema e televisione. È naturale, quindi, che queste realtà collidano (anzi, lo stanno facendo già da parecchio tempo), principalmente per due motivi.

Se da una parte abbiamo le motivazioni economiche, quindi potenziare e capitalizzare il guadagno amalgamando contenuti differenti per attrarre un bacino di pubblico maggiore, dall’altra c’è il fatto che i rapper siano essi stessi degli appassionati.

In America ciò è palese da tempo, così nel 2000 venne clonato il termine nerdcore rap, chiamato anche geeksta rap, per definire il sottogenere dell’hip hop che parlava di tematiche correlate all’universo nerd. Tra gli artisti associati a questa branca, l’esponente più noto della scena è MC Frontalot, aka “The Godfather of Nerdcore”, ragazzone bianco di Brooklyn, classe 1973, vero e proprio fondatore del genere.

Ovviamente, ci sono artisti USA (sia di lunga che di recente data) che nei loro testi strizzano l’occhio ai suddetti argomenti pur non appartenendo al filone nerdcore, come XXXTentacion, Lupe Fiasco, Denzel Curry, Jay-Z, Eminem, Snoop Dogg, Method Man, Public Enemy, Ludacris, Run DMC e molti altri.

Da questo bacino potentissimo, cinema e videogames attinsero ed attingono a mani piene per arricchire le colonne sonore dei loro prodotti, basti pensare ai film delle Tartarughe Ninja per cui vennero incise le canzoni “Ninja Rap” di Vanilla Ice (nel lontano 1991) e “Shell Shocked” di Juicy J, Wiz Khalifa e Ty Dolla $ign (anno domini 2016), a “Survival” di Enimen utilizzata per “Call of Duty: Ghost” ed a tutti i brani rap inseriti nelle playlist delle varie edizioni di “FIFA”, “Pro Evolution Soccer”, “Saints Row” e “GTA”. Di esempi da citare ce ne sarebbero a migliaia.

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In Italia, il rap è esploso a certi livelli solo ultimamente, quindi la situazione si sta adattando a quella di altre scene con tempi diversi. Sostanzialmente, siamo in ritardo sulla tabella di marcia. Solo dal 2015 queste industrie, così diverse tra loro anche se insindacabilmente legate dall’appartenenza alla cultura dell’intrattenimento, hanno iniziato a cooperare prepotentemente, introducendo una relazione multi-direzionale tra di esse.

Premettendo che parecchi rapper nostrani, ben prima di questo boom, hanno introdotto videogiochi, fantasy, giochi di ruolo, sci-fi, film, serie tv, manga, fumetti, anime e cartoni animati nelle rime dei loro testi già agli albori delle loro carriere, vedi Jedi Master Danno, J-Ax, Kaos One, Tormento, Mistaman, Er Piotta, G-Max, Rude MC, Ghemon, Egreen, Ensi, Emis Killa, Rayden, Jake La Furia, Guè Pequeno, Gemitaiz, Nitro, Salmo, Jangy Leeon, Lanz Khan, Ghali, Grido, MadMan e moltissimi altri artisti, c’è di più da approfondire.

Abbiamo anche chi, nel Bel Paese, ha fondato la propria carriera sul nerdcore rap. Tra i pionieri di questo genere, c’è Zethone, conosciuto anche come Zeth Castle, che nel 2015 ha lanciato il suo album “ZETA”, preceduto dal singolo “Nerd Wars”, che include un featuring di Danno. L’mc vicentino è stato ospite di “Lucca Comics and Games 2017”, ma vanta la partecipazione a molti altri eventi importanti nell’arco della sua vita artistica. Tra gli emergenti del geeksta rap, invece, compare I.O.R.I.A., ragazzo mantovano che ha esordito con il singolo “La vita è come un manga” ed ha prodotto solo tracce tributo ai manga ed agli anime.

Eppure è solo relativamente da poco che il binomio rap-nerd è diventato importante anche in Italia, probabilmente da quando si è realizzato il fatto che avvicinare i due universi porta ad un incremento esponenziale di seguito. Così, come per magia, troviamo Ghali sfidare i fan alla Play4 sulle storie di Instagram per poi essere chiamato dalla Ubisoft a per la realizzazione della theme song italiana di “Assasin’s Creed Origins”, mentre MadMan è stato ingaggiato dalla stessa software house per quella di “For Honor”. A “Lucca Comics and Games 2016”, Nitro, in compagnia di altri Macheteros, non solo si esibisce in concerto, ma presiede alla promozione di “Machete The Game”, il gioco di carte della Machete Productions ispirato al mondo del rap, ricordando a tutti quanti sia spregiudicatamente geniale la vena imprenditoriale di questa crew 2.0. Sempre allo stesso evento, J-Ax presenta la sua biografia, “Imperfetta Forma”. Alla “Games Week 2017”, Guè Pequeno e Jake La Furia si esibiscono all’interno del format “Music & Games”, invece Ensi, Fred De Palma e Nerone presentano i loro rispettivi album. Questa è solo la punta dell’iceberg.

Probabilmente siamo arrivati ad una nuova golden age dell’intrattenimento (come è giusto che sia), dove tra social, blog, Youtube ed eventi live, cultura nerd e hip hop si spalleggiano per rafforzarsi vicendevolmente, allargando i propri orizzonti commerciali ed il proprio bacino d’utenza (una sorta di “clash of genres”), complici del fatto che sempre più persone si avvicinano all’uno o all’altro mondo, in primis i rapper stessi. Tutto ciò non fa che bene ai due fronti.

Non dimentichiamoci, tuttavia, dell’amore vero per le proprie passioni, musica o ambiente geek che siano, quello che ci permette di fare incontri inaspettati ed impagabili, come è successo a me quando, nell’area gamers di “Lucca Comics and Games”, mi ritrovo davanti un sempre giovane Mistaman, persona squisita, che ti saluta e scambia due parole con te, mentre interpreta il cosplay… di sé stesso!

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Marco Rivoli

Marco Rivoli

Classe 1981, ho iniziato ad ascoltare rap ed a vivere l"hip hop nel 1994 con le prime puntate di One Two One Two su Radio Deejay. Ho fatto e continuo a fare tante attività nella mia vita, anche in campi molto distanti fra loro, eppure la passione per la doppia h non mi ha abbandonato.

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